Tradurre il teatro di Shakespeare

Primo esame per il corso di Traductologies… che sfida! Di fatto, il mio primo progetto di traduzione vero e proprio. Come si suol dire, partire col botto.

The Merchant of Venice è annoverata fra le più celebri opere teatrali: numerosissimi, gli adattamenti cinematografici fin dagli inizi della storia del cinema. L’estratto in questione (Atto I, scena III, 66-85) inscena l’episodio in cui, prima della firma, da parte del mercante Bassanio, di un contratto per un prestito a interesse presso Shylock, l’usuraio ebreo racconta ad Antonio, garante dell’amico Bassanio, di come Giacobbe si arricchì (vicenda narrata in Genesi 30).

[Continua dopo l’estratto]


Estratto di The Merchant of Venice (I, iii, 66-85), William SHAKESPEARE | Proposta di traduzione

SHYLOCK

66 When Jacob grazed his uncle Laban’s sheep,

67 This Jacob from our holy Abram was

68 (As his wise mother wrought in his behalf)

69 The third possessor; ay, he was the third –

ANTONIO

70 And what of him? did he take interest?

SHYLOCK

71 No, not take interest – not as you would say

72 Directly interest – mark what Jacob did.

73 When Laban and himself were compromised

74 That all the eanlings which were streaked and pied

75 Should fall as Jacob’s hire, the ewes, being rank

76 In end of autumn, turned to the rams,

77 And when the work of generation was

78 Between these woolly breeders in the act,

79 The skilful shepherd pilled me certain wands,

80 And, in the doing of the deed of kind,

81 He stuck them up before the fulsome ewes,

82 Who, then conceiving, did in eaning time

83 Fall parti-coloured lambs, and those were Jacob’s…

84 This was a way to thrive, and he was blest:

85 And thrift is blessing if men steal it not.

SHYLOCK

66 Allorché Giacobbe pasceva il gregge di suo zio Labano,

67 quel Giacobbe del nostro santo Abramo era

68 (ché sua madre, donna giusta, operò a suo beneficio)

69 divenuto1 il terzo discendente; ebbene sì, il terzo –

ANTONIO

70 E lui che c’entra? Faceva prestiti a interesse?

SHYLOCK

71 No, non faceva prestiti a interesse – non esattamente, non

72 come tu li concepisci2 – ascolta3 che fece Giacobbe.

73 Non appena lui e Labano ebbero pattuito

74 che tutti i neonati agnelli striati e maculati

75 toccassero a Giacobbe come salario, le pecore, in estro4

76 sul finire dell’autunno, si rivolsero ai montoni,

77 e quando l’affare della procreazione era ormai

78 per quei lanosi animali da monta in essere,

79 lo scaltro pastore scortecciò5 certe verghe,

80 che, durante l’atto dell’accoppiamento,

81 posizionò davanti alle pecore più vigorose,

82 che, dopo il concepimento, invero al momento della nascita

83 partorirono agnelli variopinti, e quelli appartenevano a Giacobbe…

84 Aveva trovato un modo per prosperare, e per ciò egli fu benedetto:

85 poiché il successo è cosa buona, se guadagnato onestamente.


[1] Aggiunta per marcare il fatto che non era il figlio maggiore per diritto di nascita: sua madre l’aveva infatti aiutato a ottenerlo, dopo aver saputo che il primo figlio naturale di Isacco (Esaù) l’aveva svenduto, proprio al fratello Giacobbe, per un piatto di lenticchie.

[2] Antonio concepisce il prestito a interesse negativamente, ovvero come “usura”.

Si noti che l’inversione nella costruzione dei versi 71-72 è stata voluta per cercare di rispettare, da un lato, un effetto simile a quello dato dal ritmo del testo originale (reso dal pentametro giambico), dall’altro, la rottura del verso tramite enjambement.

[3] Si è scelto di tradurre Mark con ascolta, tenendo conto, in prospettiva, di tradurre nella stessa maniera note me, signior (v. 92, successivamente a questo estratto) in modo da sottolineare il parallelismo fra Giacobbe e Shylock.

[4] Espressione appartenente al gergo dell’allevamento che indica il periodo riproduttivo delle pecore.

[5] Pilled me corrisponde per significato all’espressione italiana “mi si è” (es. “mi si è fatto grande”), dove il mi italiano (e dunque il me inglese) non si riferisce affatto alla prima persona singolare. Per evitare il rischio di ambiguità agli occhi di un lettore italiano, si è scelto di ometterlo e rendere la forma totalmente impersonale.


Ricordo, ero molto emozionata al momento della consegna, ma anche abbastanza soddisfatta: per essere il mio primo lavoro, mi pare abbastanza buono. Il lettore mi consenta almeno di essermi piazzata sulla pista giusta. La metodologia c’è: dopo averlo letto parecchie volte ad alta voce, nel tentativo di farlo con l’impostazione vocale più adatta (soprattutto per marcare il ritmo del verso shakespeariano), via alla ricerca dei termini sconosciuti. Segue, chiaramente, una scrupolosa ricerca etimologica, nell’ottica di tradurre a partire dai significanti fondamentali del testo. Naturalmente, considerando l’opera nella sua interezza, in modo da compiere scelte traduttive in un’ottica più ampia.

Non è questa la sede per un commentaire de traduction. Ci tengo, però, ad esporre una questione terminologica di particolare interesse, per dare almeno un’idea del lavoro svolto, ovvero: come ho scelto di tradurre party-colored (v. 83) con variopinti.
Il termine inglese si situa tra monocolored e multicolored, che significa letteralmente «parzialmente colorati». La particolarità di questa specifica espressione è che si tratta in realtà di una parola inventata. Il fatto che Shakespeare abbia avuto l’intenzione di inventare questa parola significa chiaramente che l’autore non poteva utilizzare multicolored o la più semplice coloured e questo perché sicuramente voleva trasmettere altre sfumature implicite di significato. Quali?
Party-coloured potrebbe essere tradotto in italiano con “versicolore”, approfondendo così anche la dimensione “magica” che a me pare un altro sottotesto presente in scena. Così come dimostra d’altronde anche il fatto di aver optato per wand, usato sì per indicare un semplice rametto, ma che richiama subito una magic wand (bacchetta magica). Scegliendo “versicolore”, ci si lega in questo modo alle eccezionali capacità dello skillful shepherd (v. 79) – capace addirittura di intervenire geneticamente sui feti d’agnello col solo aiuto di un bastone che neanche entra in contatto diretto con essi – il cui aggettivo, aggiungo, si potrebbe quindi pensare di tradurre, in quest’ottica, con talentuoso” o “prodigioso”.
Ciononostante, per non distaccarsi troppo dalla realtà più materiale, quella che meglio sposa il personaggio del mercante Shylock (lungo tutto l’estratto risalta infatti il campo semantico della prosperità), si è scelto di tradurre party-coloured con « variopinto », rispettando in questo modo, da un lato, l’intenzione dell’autore di non optare per una scelta usuale e meno precisa (come accadrebbe invece nel caso di « multicolore » o di « colorato ») e, dall’altro, di non trasporre unicamente l’accezione più letterale del termine (traducendo, ad esempio, con « screziato » o « maculato »), strizzando l’occhio peraltro all’intenzione dell’autore di multi-sfaccettare l’aggettivo in analisi.

Questo è solo un assaggio… tradurre il teatro ti perseguiterà per il resto della vita. D’altronde, questo è il prezzo che il traduttore accetta di pagare… con gli interessi!

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